Gli scavi di Pompei

Trascorse le festività  natalizie quelle luci e quei colori hanno lasciato spazio al freddo e al vento. Siamo andati a Pompei e abbiamo visitato gli scavi in un gennaio silenzioso, abbiamo valicato quella soglia che divide il nostro mondo, quello moderno, veloce, frenetico con l’altro spettacolare mondo degli antichi romani di circa duemila anni fa, Il rumore dei nostri passi risuonano in quel silenzio affascinante e misterioso.

Anfiteatro di Pompei

Abbiamo visitato l’anfiteatro di Pompei, via dell’abbondanza, domus, affreschi e tanto altro di quello che è rimasto dopo quel terribile giorno del 79 d.c. passeggiando abbiamo percepito la morte, si la morte di quelle persone che popolavano quel bellissimo luogo nel loro quotidiano. Ad un certo punto ci siamo seduti e abbiamo immaginato le botteghe, mercati, ricchi, poveri, uomini di potere e imbroglioni, insomma tutti lì a svolgere la propria vita quotidiana ma nello stesso tempo tutti sotto un unico destino.

Abbiamo conversato con una delle addette, con molta gentilezza ha risposto a tutte le nostre domande in modo esaustivo. Alcune domande che mi sono subito venute in mente era: se c’era un ospedale, e se era a pagamento, se anche i poveri avevano diritto all’istruzione e infine se esisteva un registro catastale.

C’era una sorta di ospedale, e mi è sembrato di capire che era accessibile a tutti, l’istruzione età solo accessibile a chi poteva permetterselo e infine non esisteva un registro catastale, gli immobili difficilmente venivano venduti: venivano trasferiti per legge al primo foglio maschio.

Poi ancora più avanti, c’erano colonne, Domus, e tanto altro ancora. Il fascino di quel luogo è penetrato in noi lasciandoci stupiti.

Chissà? È stata la parola che è scattata in noi, chissà cosa pensavano, com’erano i loro rapporti sociali, cosa mangiavano, in cosa credevano? Insomma un sacco di domande che avremmo voluto fare conoscendo realmente quelle persone.

Infine siamo andati alla necropoli, qui abbiamo avvertito ancor di più il silenzio della morte, il silenzio di chi un tempo c’era e oggi non c’è più, in un clima surreale abbiamo visto le tombe, la fine dell’esistenza!

C’erano uccelli che svolazzavano, è come sapessero che luogo fosse e come percepivano il rispetto per i defunti. Ci siamo lasciati alla nostra immaginazione, ma è questo quello che abbiamo sentito, ed è stata un esperienza indimenticabile. Andare a gennaio è stata un ottima scelta, c’era poca gente e di sicuro il freddo è più sopportabile del caldo torrido dei mesi d’estate.

Luogo tenuto bene e il personale molto professionale.

È piacevole passeggiare per Pompei e non bisogna rinunciare alla visita del santuario della Beata Vergine del Rosario.

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