Le 4 giornate di Napoli

Dal 27 al 30 settembre 1943, gli abitanti di Napoli decidono di combattere il regime nazista presente in città, sollevando una rivolta antecedente all’arrivo degli Alleati. Cosa è stato per il popolo napoletano questo periodo storico? Come hanno reagito all’arrivo degli Alleati in città?

Le sorti della guerra ormai erano annunciate: la disfatta della Germania nazista a Stalingrado e la sconfitta in Africa di El Alamein delle truppe dell’Asse preannunciarono una inevitabile sconfitta. L’esercito italiano, già impreparato ad affrontare una guerra mondiale, era allo sbando e contava un consistente numero di vittime, dispersi e catturati dai nemici. Molte città italiane subivano incessanti bombardamenti da parte degli Alleati; le difese italiane erano inefficaci e non riuscivano a fermare le fortezze volanti. Napoli, la città italiana più grande del sud del paese, non venne risparmiata: la popolazione inerme pagava un prezzo molto alto.

Al suono delle sirene, chi poteva scappava nei ricoveri per evitare di morire; il panico e la paura regnavano sovrani tra la gente. Fame ed epidemie si associarono alla totale confusione: non vi erano più leggi, non vi era più pace, ma vi erano i tedeschi insediati in città che iniziarono a fare rastrellamenti per evitare rappresaglie. Uccisero innocenti solo a scopo intimidatorio e imposero delle leggi ferree per rendere ancor di più la vita difficile alla popolazione ormai stremata e affamata.

Le bombe non risparmiarono neanche gli edifici storici; la popolazione fu ferita al cuore vedendo distruggere la loro storia e, vedendo troppi morti innocenti, iniziarono ad armarsi e a organizzarsi per creare una rivolta contro i tedeschi; ormai non li consideravano più alleati, ma invasori. Il giorno 8 settembre 1943, l’Italia si arrese agli alleati e il proprio governo firmò l’armistizio con resa incondizionata. Da quel momento, i tedeschi divennero i nemici degli italiani e iniziarono a intensificare i rastrellamenti e ad ammazzare il maggior numero possibile di persone; ebbero ordini di distruggere Napoli.

I napoletani furono costretti a subire soprusi, saccheggi e assassinii fino al punto che reagirono con le armi con l’intento di cacciarli dalla loro terra. Gli scontri furono duri; uomini e donne di qualsiasi ceto sociale si unirono e combatterono, ci furono vittime da ambo le parti. I tedeschi si ritirarono e il giorno 1° ottobre gli alleati arrivarono a Napoli; trovarono la città liberata. Il popolo napoletano dovette convivere con i nuovi alleati; c’era chi sfruttò la situazione a proprio favore e chi li riteneva occupanti. Nel romanzo che vi presento c’è la storia di una giovane donna di nome Carmela che visse in quel periodo buio della storia umana e dovette fare una scelta importante della sua vita.

Buona lettura



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Questo romanzo è offerto da ‘a casa ‘e Peppino

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