Quello che oggi conosciamo come Largo Matilde Serao, un tempo era un dedalo di vicoli noto come Vico Rotto a San Carlo. Il nome descriveva la sua conformazione: un passaggio stretto e “rotto” tra i palazzi, che offriva riparo all’ombra del prestigioso teatro.
Il funzionamento era brutale nella sua semplicità: mentre i nobili uscivano dalle recite, il “ciccarolo” raccoglieva le cicche ancora fumabili gettate sul selciato. Il tabacco residuo, ripulito dalla cenere e sminuzzato, veniva confezionato in cartine di fortuna e rivenduto ai più poveri per pochi centesimi. Non era solo miseria, era un vero commercio di sussistenza. A Napoli, nel 1880, nulla andava sprecato.
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